ESAMI DI STATO
A cosa serve l’esame di stato e come viene svolto (legislazione e norme transitorie)
Le lauree ed i diplomi conferiti dall’università e dagli istituti superiori hanno valore esclusivamente accademico.Per ottenere l’abilitazione all’attività professionale in molte discipline, tra cui la Psicologia, è necessario superare un Esame di Stato.
L’Università degli Studi di Parma è sede di esame di stato per la professione di Psicologo. Gli esami di stato vengono indetti con un’Ordinanza ministeriale ed hanno luogo con cadenza semestrale (di solito a Maggio ed a Novembre). Le date di inizio degli esami di stato e le scadenze di presentazione delle domande di ammissione a detti esami sono uguali in tutta Italia.
In conseguenza della riforma universitaria che prevede che la laurea in psicologia venga conseguita dopo un corso di studi triennale, e che il laureato triennale possa successivamente conseguire una laurea specialistica con ulteriori 2 anni di studio, anche gli Ordini professionali avranno due sezioni diverse, a seconda del diverso livello del titolo conseguito:
SEZIONE A, cui si accede, previo esame di stato col titolo di laurea specialistica, o con la laurea quinquennale precedente la riforma degli studi universitari;
SEZIONE B, cui si accede, previo esame di stato, col titolo di laurea (triennale) e che da diritto al titolo di Psicologo Junior.
Il DPR 5 giugno 2001, n. 328 contiene il regolamento dei nuovi esami di stato. Di tale DPR viene allegata una versione integrale, ed una versione ridotta contenente gli aspetti che maggiormente interessano gli psicologi.
Secondo questa legge gli esami di stato per Psicologi (sezione A) saranno composti di 4 prove in cui sarà prevalente la componente pratica ed applicativa su quella teorica. In allegato quindi potete trovare le caratteristiche del nuovo esame di stato.
Non è apparso logico, né realistico proporre tale esame così fortemente indirizzato in senso applicativo a laureati che, in effetti, fin ora hanno seguito corsi di laurea caratterizzati da una formazione più teorica. Questa normativa è quindi stata sospesa da un recentissimo decreto legge secondo cui gli esami, fino a tutto il 2003 saranno fatti secondo la vecchia normativa.
Fino a tutto il 2003, quindi, gli esami di Stato per Psicologi, seguiranno le regole stabilite nel decreto 13 gennaio 92 n. 240 (art 4) consisteranno di tre prove, una prova scritta, una prova pratica e una prova orale.
La prova scritta verte sugli aspetti sia teorici che applicativi della psicologia generale, della psicologia dello sviluppo e delle metodologie delle scienze del comportamento. Per questa prova la commissione propone tre temi tra i quali viene sorteggiato il tema da svolgere (tempo massimo per questa prova è stabilito in 7 ore, ma la commissione può decidere di concedere un tempo inferiore, ed in genere le altre sedi concedono 3 o massimo 4 ore).
La prova pratica, anch’essa scritta, consiste nella discussione del protocollo di un caso individuale o di gruppo.
La prova orale consiste in un colloquio individuale riguardante l’elaborato scritto nonché argomenti teorico-pratici relativi all’attività svolta durante il tirocinio professionale.
Dal 2004 in avanti, oltre ad aversi esami differenziati per la sezione A (laurea quinquennale o specialistica 3+2) e per la sezione B (laurea triennale o psicologo Junior), data la maggiore natura professionalizzante dei corsi universitari, anche l’esame di stato seguirà le nuove norme.
Come si fa ad accedere all’esame di stato
Nel sito dell’università potete trovare informazioni molto dettagliate e precise
riguardo a tempi e modi dell’iscrizione.
Le pratiche di iscrizione vengono effettuate presso il Settore Studenti (Servizio Affari Generali) Via Cavestro, 7.
Presso tale ufficio potete trovare tutti i moduli ed i documenti necessari alla domanda.
Volendo riassumere gli elementi principali della iscrizione agli esami di stato si possono indicare i seguenti elementi.
Innanzitutto occorre aver svolto il tirocinio annuale composto di due semestri.
La domanda può essere posta presso una qualunque delle Università sede di esame, anche perché gli esami si tengono ovunque nello stesso giorno.
1) Alla domanda saranno allegati i seguenti documenti:
2) Certificato di laurea. Tale titolo può essere sostituito da una autocertificazione. I laureati presso la università di Parma non devono presentare il certificato di laurea già presente presso la nostra amministrazione.
3) Ricevuta di un versamento della tassa di ammissione agli esami . Questo versamento continua ad avere valore nelle successive sessioni, anche in caso di bocciatura.
4) Ricevuta di versamento di € ........ quale tassa di ammissione agli Esami di Stato. Questo versamento sarà effettuato seguendo le indicazioni fornite in segreteria studenti. In caso di bocciatura, per un’eventuale reiscrizione bisogna ripetere il versamento. Nel caso in cui un candidato, pur avendo già pagato questa quota, non si presenti all’esame, non dovrà ripetere questo versamento all’atto della reiscrizione ad una successiva sessione di esami presso l’Università di Parma.
5) I candidati che provengono da altra Facoltà e che comunque abbiano svolto tirocinio presso enti convenzionati da altra Facoltà, presenteranno un certificato di avvenuto tirocinio. I laureati che hanno svolto il tirocinio come iscritti all’Università di Parma basta che consegnino in segreteria studenti il libretto di tirocinio debitamente compilato.
I seguenti moduli sono quindi utili per l' iscrizione:
E, utilizzabile solo dai laureati triennali
Presentarsi, ad ogni prova, con un documento di identificazione valido.
La Commissione
I nomi dei commissari saranno disponibili sul sito internet.
Indicazioni sullo
svolgimento dell’esame di Stato
Le indicazioni che seguono sono frutto di esperienza
maturata osservando l’andamento degli esami di stato negli ultimi anni. Si
tratta di indicazioni di servizio con ogni probabilità utili per il candidato
che si accinge ad affrontare l’esame di stato. Non si tratta in alcun modo di
indicazioni ufficialmente vincolanti per le commissioni che sono tenute
unicamente seguire i dettami delle leggi citate e commentate in precedenza.
Innanzitutto si invitano i candidati ad essere sintetici e consequenziali, ad
evitare rigidità teoriche o atteggiamenti dogmatici. Un elaborato della
lunghezza di un foglio protocollo (quindi 3-4 pagine) è in genere più che
sufficiente. Meglio essere schematici e precisi piuttosto che generici e
prolissi.
Non esiste una bibliografia ufficiale consigliata. Nelle librerie i candidati potranno trovare utili indicazioni in merito a volumi disponibili espressamente preparati per assistere il laureato in questa delicata fase di transizione dagli studi universitari al mondo professionale.
Fin tanto che non entra a regime la nuova normativa, per la prima prova scritta saranno proposti temi generali relativi alle problematiche metodologiche tipiche delle discipline psicologiche o alle principali funzioni psichiche ed alla loro possibile interazione (es. apprendimento, memoria, intelligenza, personalità, emozione, comunicazione, relazioni interpersonali e sociali).
Per quanto riguarda la seconda prova (ugualmente scritta) i temi proposti sono relativi a problemi o “casi” che richiedono una impostazione diagnostica o la programmazione di un intervento a livello individuale o di gruppo. Possibili temi inerenti aspetti di formulazione di piani di ricerca negli ambiti disciplinari insegnati nel corso di laurea ed oggetto di tirocinio (psicologia generale, sociale, clinica e dello sviluppo). Ai candidati verranno quindi proposte più tracce ed essi sono liberi di scegliere il “caso che è più congeniale, indipendentemente dall’eventuale indirizzo frequentato. Per questa prova il candidato in genere troverà utile definire concettualmente il fenomeno preso in esame (ovvero il contesto sociale, le problematiche emerse, i disturbi in esame ecc.), i criteri empirici le strategie e le tecniche con cui tali fenomeni possono essere individuati o misurati (iter diagnostici differenziali, test eventualmente utili nel caso in esame ecc) e gli indicatori che segnalano la necessità di un intervento.Sarà opportuno definire gli obiettivi che ci si possono realisticamente porre, gli strumenti o le procedure eventualmente utilizzabili per indurre le modificazioni auspicate, le procedure di verifica e controllo dell’efficienza dell’intervento prospettato. In alcuni casi sono utili anche riflessioni sui costi degli interventi, sulla loro realizzabilità e su possibili interventi con obiettivi preventivi.
Per questa prova il tempo concesso può essere di 2 o 3 ore a discrezione della commissione.
La prova orale consiste in una discussione-riflessione sugli elaborati delle prove scritte e/o sul tirocinio svolto: si consiglia di presentare delle brevi relazioni scritte sull’esperienza di tirocinio.
In tale breve relazione sarà indicata la struttura/e in cui si è svolto il tirocinio, le figure professionali coinvolte, la organizzazione del lavoro, le diverse competenze e le possibili difficoltà insorte nell’ambito delle relazioni e della collaborazione interdisciplinare. Sarà anche descritto il tipo di utenza, le problematiche psicologiche coinvolte. Saranno altresì descritti gli strumenti psicodiagnostici eventualmente utilizzati, il proprio grado di coinvolgimento nell’esperienza di tirocinio. Possono inoltre essere anche espresse osservazioni e critiche in merito alla propria esperienza di tirocinio.
Si suggerisce inoltre di leggersi il codice deontologico degli Psicologi utile ad identificare questioni di fondo del lavoro psicologico e per impostare la propria elaborazione anche nelle prove precedenti.
Queste annotazioni sono da considerarsi alla stregua di suggerimenti, e non sono vincolanti per le future commissioni, che hanno ampio potere discrezionale e che sono unicamente tenute ad osservare le norme tenute dalla legge.
Valutazione delle prove
La valutazione di ogni prova è espressa in cinquantesimi, con il limite per la
sufficienza posto a trenta su cinquanta.